dalla nascita della Repubblica al crollo del Muro di Berlino 1946-1989
 
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foto dell'on. Arturo Michelini
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Federico Gennaccari Italia Tricolore cronologia, personaggi, giornali
copertina libro Italia Tricolore
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Rassegna stampa
 
INTRODUZIONE

Questo libro è dedicato ai miei figli, al “popolo della destra” che ha vissuto sulla propria pelle questi quarant’anni di storia dal 1946 al 1989, e a quanti senza pregiudizi intendono conoscere la destra di ieri per capire quella di oggi.
La prima dedica non era obbligatoria, ma quando sono diventato papà mi sono chiesto: “Chissà cosa dirò ai miei figli quando mi chiederanno di raccontare loro la storia d’Italia?”. Ecco Italia Tricolore vuole essere un tentativo di rispondere a quella domanda. E’ una cronologia, vista da destra, della storia italiana, dalla nascita della Repubblica e del Msi fino alla caduta del Muro di Berlino. Non c’è solo la storia della destra, ma anche la storia della sinistra e del centro, sempre inserite nel contesto internazionale poiché non ha senso raccontare la storia d’Italia senza tener conto degli avvenimenti internazionali. Un modestissimo contributo per giungere ad una storia condivisa. Di cronologie, infatti, in libreria se ne trovano diverse, ma proprio perché consultate, ho riscontrato lacune e omissioni, quasi tutte nei confronti della storia della destra. E ai miei figli non posso raccontare una storia dimezzata (come nei libri scolastici) che magari dimentica tanti episodi della storia italiana. Penso ad esempio ai morti monarchici del giugno 1946 o alle vittime di Trieste del 1953, per non parlare di foibe, “triangolo della morte” e quant’altro.
Ignorando taluni episodi, talune vicende come è possibile capire la destra di oggi? Per molti italiani la Destra sembra essere una meteora piovuta all’improvviso negli anni Novanta, ma non è affatto così. Fino ad allora la Destra era emarginata, praticamente bandita dalla Rai e dalla stragrande maggioranza dei giornali. Non a caso l’ultima scheda del libro, riguardante il 1989, affronta il caso di una trasmissione televisiva, “Telefono Giallo” di Corrado Augias, che ha dedicato una puntata a ricostruire l’omicidio di un ragazzo di destra, Paolo Di Nella, un dirigente del Fronte della Gioventù colpito alla testa a Roma nel 1983 da estremisti di sinistra mentre affiggeva manifesti per il verde pubblico. Oggi sarebbe normale, ma nel 1989 no, e difatti la puntata di “Telefono Giallo” con cui per la prima volta la Rai si occupava in maniera equilibrata di un “morto di destra” venne salutata da un editoriale in prima pagina sul Secolo d’Italia. Oggi potrebbe far sorridere, allora no. Allora, siamo sempre nel 1989, il Pci di Occhetto, D’Alema e Veltroni non si sedeva nemmeno a un pubblico dibattito con la destra e se qualcuno come l’ex deputato Antonello Trombadori lo faceva, qualche altro arrivava a chiederne l’espulsione dal partito.
La seconda dedica è al “popolo della destra”, un popolo più ampio di quello missino, sia perché in tanti guardavano a destra, tranne che al momento del voto, sia perché in tanti da giovani hanno militato nella Giovane Italia o nel Fronte della Gioventù, lasciando la politica una volta divenuti adulti, sia perché c’è sembrato doveroso ricordare anche i monarchici (se sul Msi esiste poco materiale, sui partiti monarchici non si trova quasi nulla). Un popolo che ha pagato il prezzo più alto, fatto non solo di morti e feriti (alcuni dei quali rimasti per sempre invalidi), ma anche di tantissimi che hanno dovuto cambiare scuola, studi universitari, lavoro. Molti avrebbero avuto una vita diversa (probabilmente migliore, sicuramente più facile) se non avessero scelto di schierarsi a destra e di restarvi anche nei momenti più difficili.
Si ricordano le pagine belle e quelle brutte, dalle vittorie alle sconfitte elettorali, dai congressi unitari a quelli molto animati, fino alla scissione di Democrazia Nazionale ed altri episodi discussi e controversi. C’è la storia della destra, anzi delle destre: la destra di Evola e quella di Guareschi, la destra di Prezzolini e quella di Adriano Romualdi, la destra di Almirante e quella di Michelini, la destra di Lauro e quella di Covelli. Non c’è moltissimo materiale sull’estrema destra, ma sarebbe stato necessario un altro libro.
Anno per anno è sembrato doveroso ripercorrere la storia, non solo tramite la politica, ma anche attraverso notizie di cronaca, costume, spettacolo, sport e tv per cercare di fornire un quadro il più completo possibile. Per facilitare la lettura, le notizie riguardanti la destra (Msi, Cisnal, organizzazioni giovanili e culturali, giornali) sono state riportate in corsivo. Spesso si tratta di notizie commentate, come anche le schede dei personaggi non sono le tradizionali schede biografiche, ma si è cercato di fornire un’interpretazione del personaggio, ricorrendo anche a qualche citazione.
Con questo davvero non si può affermare che si tratta di un lavoro esaustivo. E’ impossibile riuscire a raccontare tutta la storia. Si è ben consci che sicuramente qualche episodio è sfuggito (anzi sin d’ora saremo grati a quanti ce li vorranno segnalare), e che ci sarebbe stato bisogno di più schede (ma lo spazio è tiranno), come anche è possibile che ci sia qualche data da correggere o da specificare meglio (in diversi casi viene indicato solo il mese). Attendiamo dunque collaborazioni perché Italia Tricolore 1946-1989 è solo un tentativo per non far dimenticare la storia della destra perchè, bella o brutta, riguardante la “peggiore o migliore gioventù”, è anche questa storia d’Italia.

 

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