Questo libro è dedicato ai miei figli, al
popolo della destra che ha vissuto sulla
propria pelle questi quarantanni di storia dal
1946 al 1989, e a quanti senza pregiudizi intendono
conoscere la destra di ieri per capire quella di oggi.
La prima dedica non era obbligatoria, ma quando sono
diventato papà mi sono chiesto: Chissà
cosa dirò ai miei figli quando mi chiederanno
di raccontare loro la storia dItalia?.
Ecco Italia Tricolore vuole essere un tentativo di
rispondere a quella domanda. E una cronologia,
vista da destra, della storia italiana, dalla nascita
della Repubblica e del Msi fino alla caduta del Muro
di Berlino. Non cè solo la storia della
destra, ma anche la storia della sinistra e del centro,
sempre inserite nel contesto internazionale poiché
non ha senso raccontare la storia dItalia senza
tener conto degli avvenimenti internazionali. Un modestissimo
contributo per giungere ad una storia condivisa. Di
cronologie, infatti, in libreria se ne trovano diverse,
ma proprio perché consultate, ho riscontrato
lacune e omissioni, quasi tutte nei confronti della
storia della destra. E ai miei figli non posso raccontare
una storia dimezzata (come nei libri scolastici) che
magari dimentica tanti episodi della storia italiana.
Penso ad esempio ai morti monarchici del giugno 1946
o alle vittime di Trieste del 1953, per non parlare
di foibe, triangolo della morte e quantaltro.
Ignorando taluni episodi, talune vicende come è
possibile capire la destra di oggi? Per molti italiani
la Destra sembra essere una meteora piovuta allimprovviso
negli anni Novanta, ma non è affatto così.
Fino ad allora la Destra era emarginata, praticamente
bandita dalla Rai e dalla stragrande maggioranza dei
giornali. Non a caso lultima scheda del libro,
riguardante il 1989, affronta il caso di una trasmissione
televisiva, Telefono Giallo di Corrado
Augias, che ha dedicato una puntata a ricostruire
lomicidio di un ragazzo di destra, Paolo Di
Nella, un dirigente del Fronte della Gioventù
colpito alla testa a Roma nel 1983 da estremisti di
sinistra mentre affiggeva manifesti per il verde pubblico.
Oggi sarebbe normale, ma nel 1989 no, e difatti la
puntata di Telefono Giallo con cui per
la prima volta la Rai si occupava in maniera equilibrata
di un morto di destra venne salutata da
un editoriale in prima pagina sul Secolo dItalia.
Oggi potrebbe far sorridere, allora no. Allora, siamo
sempre nel 1989, il Pci di Occhetto, DAlema
e Veltroni non si sedeva nemmeno a un pubblico dibattito
con la destra e se qualcuno come lex deputato
Antonello Trombadori lo faceva, qualche altro arrivava
a chiederne lespulsione dal partito.
La seconda dedica è al popolo della destra,
un popolo più ampio di quello missino, sia
perché in tanti guardavano a destra, tranne
che al momento del voto, sia perché in tanti
da giovani hanno militato nella Giovane Italia o nel
Fronte della Gioventù, lasciando la politica
una volta divenuti adulti, sia perché cè
sembrato doveroso ricordare anche i monarchici (se
sul Msi esiste poco materiale, sui partiti monarchici
non si trova quasi nulla). Un popolo che ha pagato
il prezzo più alto, fatto non solo di morti
e feriti (alcuni dei quali rimasti per sempre invalidi),
ma anche di tantissimi che hanno dovuto cambiare scuola,
studi universitari, lavoro. Molti avrebbero avuto
una vita diversa (probabilmente migliore, sicuramente
più facile) se non avessero scelto di schierarsi
a destra e di restarvi anche nei momenti più
difficili.
Si ricordano le pagine belle e quelle brutte, dalle
vittorie alle sconfitte elettorali, dai congressi
unitari a quelli molto animati, fino alla scissione
di Democrazia Nazionale ed altri episodi discussi
e controversi. Cè la storia della destra,
anzi delle destre: la destra di Evola e quella di
Guareschi, la destra di Prezzolini e quella di Adriano
Romualdi, la destra di Almirante e quella di Michelini,
la destra di Lauro e quella di Covelli. Non cè
moltissimo materiale sullestrema destra, ma
sarebbe stato necessario un altro libro.
Anno per anno è sembrato doveroso ripercorrere
la storia, non solo tramite la politica, ma anche
attraverso notizie di cronaca, costume, spettacolo,
sport e tv per cercare di fornire un quadro il più
completo possibile. Per facilitare la lettura, le
notizie riguardanti la destra (Msi, Cisnal, organizzazioni
giovanili e culturali, giornali) sono state riportate
in corsivo. Spesso si tratta di notizie commentate,
come anche le schede dei personaggi non sono le tradizionali
schede biografiche, ma si è cercato di fornire
uninterpretazione del personaggio, ricorrendo
anche a qualche citazione.
Con questo davvero non si può affermare che
si tratta di un lavoro esaustivo. E impossibile
riuscire a raccontare tutta la storia. Si è
ben consci che sicuramente qualche episodio è
sfuggito (anzi sin dora saremo grati a quanti
ce li vorranno segnalare), e che ci sarebbe stato
bisogno di più schede (ma lo spazio è
tiranno), come anche è possibile che ci sia
qualche data da correggere o da specificare meglio
(in diversi casi viene indicato solo il mese). Attendiamo
dunque collaborazioni perché Italia Tricolore
1946-1989 è solo un tentativo per non far dimenticare
la storia della destra perchè, bella o brutta,
riguardante la peggiore o migliore gioventù,
è anche questa storia dItalia.